COMUNICATO STAMPA

CONFERENZA EPISCOPALE PUGLIESE

Molfetta, 11 settembre 2026

Assemblea ordinaria dei Vescovi pugliesi a Molfetta

Nei giorni 10 e 11 settembre si è tenuta l’Assemblea ordinaria della Conferenza Episcopale Pugliese a Molfetta presso il Pontificio Seminario Regionale “Pio XI”.
Dopo la preghiera iniziale, il Presidente della CEP Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto, ha introdotto i lavori dell’assemblea.
Tra i temi affrontati, i Vescovi pugliesi si sono confrontati sul bando “Spazi dedicati allo sport in ambito oratoriale” del Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri. I dettagli dell’Avviso pubblico sono stati presentati dall’avvocato Giuseppe Del Prete insieme a don Davide Abascià e a Vito Paniello.
Per favorire l’adesione delle diverse comunità interessate, si è proceduto all’istituzione della Commissione regionale prevista dal bando i cui componenti – oltre ad un rappresentante per ciascuna delle diocesi – sono l’Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, Leonardo D’Ascenzo, don Davide Abascià e Vito Paniello (Responsabili regionali della Pastorale Giovanile), don Enzo Vergine (Arcidiocesi di Otranto), don Giosy Mangialardi (Arcidiocesi di Bari – Bitonto).
Nell’incontrare il nuovo Luogotenente dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme (O.E.S.S.G.), Bernardo Capozzolo, accompagnato da due Consiglieri, i Vescovi si sono soffermati sul valore di questa Istituzione ecclesiale che da sempre sostiene le opere caritative e sociali del Patriarcato e della Custodia di Terra Santa. Durante il dialogo si è riconosciuta la necessità di custodire i valori identitari dell’Ordine auspicando una maggiore conoscenza all’interno della comunità ecclesiale.
Venerdì 11 settembre i lavori sono proseguiti con la riflessione circa la cura da riservare ai presbiteri, tema particolarmente a cuore ai Vescovi; in questa sessione i Pastori si sono soffermati sulle sfide della formazione al ministero ordinato, tema introdotto da una relazione del Presidente della CEP dal titolo “Formare presbiteri per una Società e una Chiesa che cambia” e da Mons. Gianni Caliandro (Rettore del Seminario regionale) e don Michele Caputo (educatore dell’anno propedeutico).
Mons. Satriano – citando i discorsi di Papa Leone XIV ai seminaristi di Molfetta il 3 settembre scorso e ai Vescovi di recente nomina il 10 settembre – ha assunto la ricorrenza del centenario della sede del Seminario Regionale come occasione di gratitudine per una storia lunga e feconda, ma anche come opportunità per interrogarsi sulle esigenze della formazione sacerdotale, in una Chiesa e in una società profondamente cambiate. Obiettivo del confronto è iniziare a immaginare un futuro per i cammini formativi a partire dalla ricchezza del percorso vissuto.
Inoltre, i Vescovi alla luce del dibattito pubblico in atto, si sono confrontati sul delicato tema del fine vita e hanno approvato il testo di una esortazione rivolta alle comunità ecclesiali e all’intera regione (in allegato).


Allegato
Per una cultura della cura e della dignità fino alla fine
Esortazione dei Vescovi delle Chiese di Puglia

Il dibattito sul fine vita, riacceso da recenti iniziative legislative regionali e destinato a coinvolgere anche la Puglia, interpella profondamente le nostre comunità.
Dietro ogni norma vi sono persone segnate da malattie gravi, sofferenze profonde e famiglie spesso provate dalla solitudine. A loro va anzitutto la nostra vicinanza. Proprio per questo chiediamo alla politica di non trasformare un tema così delicato in terreno di scontro elettorale o ideologico. La vita e la morte meritano rispetto, competenza e un confronto serio nelle sedi parlamentari proprie.
Come Chiesa riaffermiamo il valore inviolabile di ogni vita umana, anche quando è fragile e prossima alla morte. Per questo non possiamo considerare il suicidio medicalmente assistito una risposta adeguata alla sofferenza. Nello stesso tempo, custodire la vita non significa prolungarla ad ogni costo. Come Chiesa ci siamo sempre pronunciati sul rifiutato dell’accanimento terapeutico e riconosciuto la liceità della rinuncia a trattamenti sproporzionati.
Tra l’accanimento e l’anticipazione della morte esiste uno spazio decisivo: quello della cura.
Prima di introdurre nuove procedure sul fine vita, le istituzioni hanno il dovere di garantire concretamente ciò che già oggi dovrebbe essere diritto di tutti: cure palliative, terapia del dolore, assistenza domiciliare, hospice adeguati, sostegno alle famiglie e ai caregiver.
Alle famiglie che si fanno carico della cura di malati gravi manifestiamo la nostra vicinanza e solidarietà.
Le cure palliative non significano arrendersi. Al contrario, ricordano che, quando non è più possibile guarire, è sempre possibile curare, alleviare, accompagnare.
La domanda che dovrebbe guidare ogni scelta pubblica è allora semplice e radicale: abbiamo fatto davvero tutto perché nessuno desideri morire perché si sente solo, abbandonato o si ritenga un peso?
La dignità della persona non diminuisce con la malattia o con la dipendenza dagli altri. È proprio nella cura della fragilità che una società misura la propria umanità.
Per questo auspichiamo che la Puglia scelga con coraggio una cultura della cura e della prossimità, capace di custodire la vita senza accanirsi contro la morte e di accompagnare la morte senza anticiparla.
Nessuno sia lasciato solo. Nessuno sia considerato un peso. Ogni vita, fino all’ultimo istante, merita cura, rispetto e amore.

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